I primi prototipi di palla nascono dall’uso creativo di oggetti sferici, quali gusci di frutti o crani di animali, utilizzati come oggetti lanciabili per fini ludici. La prima evoluzione di questo concetto consistette nell’utilizzare una vescica animale, spesso di maiale o di bue, per riempirla d’aria: in questo modo era possibile ottenere un oggetto leggero ed elastico, capace di rimbalzare. A questa poteva essere applicato uno strato di cuoio per evitare che si rompesse. La svolta industriale arrivò a metà dell'Ottocento con Charles Goodyear e l'invenzione della gomma vulcanizzata, che permise di creare camere d'aria resistenti e sferiche. Da questa innovazione, dopo una serie di iterazioni, Eigil Nielsen inventò la famosa palla Telstar nel 1962.
Questa palla, composta da 32 pannelli (12 pentagoni neri e 20 esagoni bianchi) a forma di icosaedro troncato, non è stata progettata per migliorare le caratteristiche fisiche, ma per risolvere un problema tecnico della televisione. Poiché all'epoca le TV trasmettevano in bianco e nero, era difficile distinguere il pallone sul campo; i pentagoni neri servivano ad aumentare il contrasto e a renderlo più visibile. Questo trucco ha avuto un successo tale da trasformare una soluzione ingegneristica nell'icona universale del calcio.
Bene: ci vediamo oggi
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